Categoria: Un po’ di me…di tutto un po’

  • Buon Primo Maggio!

    Un salutino veloce a tutti voi che oggi fate festa!
    Io sono appena rientrata dal lavoro. Qui non si festeggia il Primo Maggio! Oggi tra l’altro c’è stata un’altra serata special per i bambinetti di CL all’Arthur’s… Vi ricordate che ve ne avevo già parlato il mese scorso? Peccato che sta volta la mia collega, furba, abbia pensato bene di avvisare all’ultimo che non veniva, così mi son dovuta smazzare tutto il lavoro da sola.
    Va beh, almeno non ho dovuto dividere le mance con nessuno! Hehe!  😎

    Bene bagai, mi vo’ in lech!
    Appena sarà tutto più chiaro vi racconterò meglio di come si è evoluta la mia situazione lavorativa. Sto cercando di combinare insieme un puzzle di tre o quattro lavori  😆

    Buona continuazione!
    Bye bye!

  • Ad una cara amica…

    Qualche giorno fa mi son messa a rileggere i primi post che ho scritto in vista della partenza. Dicevo che non sapevo se fossi veramente pronta ad affrontare questo cambiamento ma che, in fin dei conti, chi mai lo può essere veramente? Bisogna semplicemente prendere coraggio e buttarsi. Io l’ho fatto. E non me ne pento affatto. Se ho avuto la forza di farlo, però, è anche grazie ad una persona fantastica a cui devo molto. E ringrazio Dio, il destino, o quant’altro, per avermela fatta incontrare e per averla fatta entrare nella mia vita anche se solo per così poco tempo. Questa persona ora non c’è più, ma in quel breve periodo in cui ho avuto la fortuna di conoscerla, mi ha insegnato cose che porterò dentro per sempre. Una di queste è che nella vita non bisogna arrendersi mai. Anche quando sembra andare tutto per il verso sbagliato, bisogna sempre cercare di trovare il lato positivo e tentare, per quanto possibile, di cambiare in meglio il proprio percorso.
    Una frase bellissima che ho ritrovato nell’ultima lettera che mi ha lasciato è “metti sempre a frutto ogni esperienza e novità, ruba alla vita ogni cosa e godila, esplorala, vivila con sorrisi e poche rabbie”. Ed è così che sto facendo e che continuerò a fare. A questa persona non posso che dire grazie, perché è lei che mi ha insegnato che nella vita, purtroppo, spesso capita di cadere, ma ciò che conta davvero è avere la forza di rialzarsi e di continuare a combattere, senza abbattersi e senza arrendersi di fronte alle prime difficoltà. Solamente così si può sperare di andare avanti meglio di prima.

  • Quando si dice il destino…

    Se avete letto i commenti al mio ultimo post già saprete che alla fine nemmeno ieri sono riuscita a lavorare al Pompei’s. Neanche come tagliapizza mi hanno voluta! Questo perché ieri non era abbastanza busy. Cos’è successo dopo? È successo che me ne sono rimasta a casa a deprimermi, finché alle 19 non è arrivato Simo che, trovandomi accovacciata in mezzo alla sala, avvolta nello scaldotto, al buio, che dondolavo avanti e indietro con lo sguardo perso nel vuoto, ha deciso di portarmi fuori a cena per farmi svagare un po’. Bene, dopo aver percorso quattro volte avanti e indietro la via che costeggia la spiaggia di Bondi per studiare i menù dei vari ristoranti, abbiamo infine optato per il Papà Giovanni, un altro dei tanti ristoranti-pizzeria italiani che ci sono in questa zona (tanto per cambiare). Com’è andata a finire? È andata a finire che ho rimediato una prova per oggi all’una. La prova è andata bene, ma dato che neanche oggi era abbastanza busy, il manager ha deciso di farmene fare un’altra domani all’ora di pranzo. Se mi prendono lavorerei tutti i venerdì e i sabato sera e, forse, la domenica a pranzo. E potrei finalmente dire addio al Pompei’s. Tanto, da quanto ho sentito, la capa ne licenzia uno ogni tre giorni. Goffa e maldestra come sono io non avrei lunga vita là dentro. Anche uno dei camerieri che lavorano al Papà Giovanni ha lavorato al Pompei’s e mi ha vivamente consigliato di scappare finché sono in tempo. Lui è uno dei tanti che sono stati cazziati nei giro di una ventina di giorni. Ha anche aggiunto che in quel breve periodo in cui lui c’ha lavorato la capa ne ha licenziati in tronco almeno cinque. A questo punto, mi spiace, ma penso che me ne andrò a testa alta finché posso. E poi, per me sarebbe comodissimo combinare il lavoro all’Arthur’s il lunedì e il martedì, con questo al Papà Giovanni il venerdì e il sabato! Bella, mi piacciono questi incastri!
    A parte questo, stasera e domani, se Dio vuole, forse riuscirò a fare qualche ora al Pompei’s… sempre che all’ultimo non mi chiami qualcuno per dirmi di non andare perché non hanno clienti. Bah, non ho parole…

    Spero di non avervi tirati troppo a male con tutti questi nomi di ristoranti (Arthur, Pompei, Papà Giovanni…). Mia mamma riderà… lei chiama “Papà Giovanni”, anzi, “Papa Giovanni”, il papà di Simo  :-P.

  • Tanto studio per finire ad affettar pizze

    Pian piano le cose si stanno stabilizzando. Le certezze che adesso ho sono la casa, per quattro settimane, e il lavoro all’Arthur’s Pizza, il lunedì e il martedì (più qualche giornata occasionale per dare una mano in caso di bisogno). Il lavoro al Pompei’s, invece, non lo vedo ancora come una cosa sicura perché nel giro di una settimana ne sono successe di ogni. Praticamente la mia capa pazza ha avuto un lutto ed è dovuta partire. Credo per l’Italia, ma non ne sono sicura. Al colloquio mi aveva spiegato che lei è croata ma è cresciuta a Cortina d’Ampezzo, dove ancora vivono il marito e la figlia piccola. Così, a causa di tutto questo scompiglio, non ha ancora avuto modo di “interrogarmi” sul menù. E senza passare l’orale dice che non può farmi lavorare come cameriera. Questa è la ragione per cui per le prossime due settimane che lei sarà overseas il mio compito nel suo ristorante sarà quello di stare in cucina a tagliare le pizze prima che vengano portate ai tavoli… Qui si usa servire la pizza ai clienti già tagliata a fette. Poverini, sennò fanno troppa fatica. All’Arthur’s usiamo anche dare a ciascuno un piattino in modo da poterne tirare giù una fetta per volta. Questa può essere una soluzione pratica quando si condivide la stessa pizza o quando ci sono compagnie di ragazzi che ordinano cinque o sei pizze formato famiglia da dividersi, ma non quando ordini una pizza small grande come il palmo della tua mano! Va beh, tagliare pizze non sarà il sogno della mia vita ma almeno posso cominciare ad inserirmi nell’ambiente del Pompei’s e a conoscere lo staff. Cosa più importante, mi dà da vivere. E poi la cucina è il mio mondo! Comunque c’è da dire anche che, è vero, la mia capa sarà pure stronza finché vuoi, tuttavia, nonostante questo momento di lutto, ha pensato a me e ha trovato una soluzione alternativa pur di farmi fare qualcosa. Resto lo stesso dell’idea che il fatto di non potermi far lavorare come cameriera prima di aver verificato se conosco o no tutto il menù mi sembra una fissa un po’ idiota, no? Fa niente, il posto mi piace troppo per rinunciare a causa dei suoi capricci. Bene, tra qualche ora comincerò il mio nuovo lavoro di tagliapizza. Nei prossimi giorni vi farò sapere com’è andata.

    Ma chi l’avrebbe mai detto che sarei venuta in Australia ad affettare pizze?! Bah, staremo a vedere a dove porterà questa cosa…