Busy Busy Busy!

Mamma mia che giornate piene!
È stato un continuo fare prove su prove… mi piacerebbe raccontarvi tutto nei minimi dettagli ma ne verrebbe fuori un libro. Mi limiterò quindi a riportare solamente i momenti più salienti di questi ultimi giorni.

GIOVEDÌ
Dunque, giovedì niente di che. Poteva essere un’offerta di lavoro davvero interessante ma il posto in cui ho fatto la prova non mi ha fatto una bellissima impressione. Ristorante italiano a Coogee Beach. Zona stupenda, spiaggia spettacolare, peccato per il tempaccio piovoso che rendeva tutto così grigio e triste. Prova di tre ore, dalle 16 alle 19, andata bene. Il proprietario, Pitt, ha detto che mi avrebbe richiamata oggi per un’altra prova settimana prossima. Staremo a vedere. Ad ogni modo, visti gli sviluppi dei giorni seguenti, non credo accetterei (poi leggerete).

VENERDÌ
Venerdì una giornataccia. Alle 18 avrei dovuto fare una prova come cameriera al Love Supreme, la pizzeria che c’è vicino all’Arthur’s Pizza. La mattina esco di casa tutta bella allegra e spensierata finché non ricevo un messaggio dal proprietario: “Non venire stasera perché le altre prove che abbiamo fatto sono andate bene e lo staff è ormai al completo”.
Ma vaff :evil:. Lo sapevo che avrei dovuto fare la prova il giorno stesso del colloquio, ma non avendo voglia di fermarmi, gli ho detto che sarei tornata venerdì.
Comunque, come si suol dire, si chiude una porta e si apre un portone (keep reading).
Lo stesso giorno faccio anche il colloquio al Flamez Grill, una specie di “Paolino il mago dello spiedo”. Un postaccio. Il proprietario, indiano, dice che magari mi avrebbe fatto fare la prova la sera stessa. Nel mentre che aspetto la tanto attesa chiamata, stampo altri cv e comincio a smazzarli in giro. Incappo nel bar dove ha lavorato una mia collega dell’Arthur’s. Il proprietario mi fa subito il colloquio. Peccato che per farmi il colloquio mi fa indossare uno straccio che lui chiama “gonna” e al momento dei saluti mi abbraccia e mi da una palpatina sul sedere. Dice che mi aspetta alle 11 del giorno seguente per una prova (col gonnellino).
Esco dal locale così  😯
Nel frattempo ricevo l’invito a fare la prova da parte dell’indiano citato poco fa. Trascorro le ore successive a friggere patatine fritte, preparare hamburger e sminuzzare polli arrosto. Esco di lì con 12 dollari in tasca, la pancia piena e uno strato di olio che mi avvolge dalla testa ai piedi. Mentre sto lavorando, però, mi contatta la proprietaria del Pompei’s, un ristorante italiano in cui avevo lasciato il cv una settimana prima, che mi chiede di andar a fare quattro chiacchiere verso le 21.30. Così appena finisco dal re dei polli mi reco di corsa in questo ristorante. Già ero stanca morta per la giornataccia che avevo avuto, poi sta qui comincia a parlare e a parlare e a parlare… Mi ha spiegato praticamente ogni singolo aspetto della politica del locale e ogni singolo piatto che cucinano. Dopo più di un’ora, e una testa tanta, mi lascia andare con la promessa che mi avrebbe fatto sapere qualcosa per il giorno dopo.

SABATO
Sabato mi sveglio indecisa se andare o no a fare la prova da quel maniaco che mi ha palpato il culo il giorno prima. Alla fine penso, è giorno e il locale sarà pieno, quindi non può succederti nulla, sempre meglio tenersi aperta una porta in più nel caso proprio non trovassi niente di meglio, e, per ultimo, vacci, almeno trascorri qualche ora imparando qualcosa e magari ti offrono anche il pranzo 😉 . Alla fine sono andata. In ogni caso, tutto tranquillo. Non ho ancora capito perché avrei dovuto indossare quella specie di gonna quando le altre cameriere erano tutte vestite normali. Boh! Io comunque l’ho lasciata in borsa e lui non si è azzardato a dirmi niente. Nonostante fosse una prova, quindi non fossi pagata, c’ho guadagnato caffè e muffin la mattina, e sandwich al bacon per pranzo.
Nel mentre che lavoravo, ricevo anche un messaggio dalla proprietaria del Pompei che mi invita ad andar lì alle 17 per imparare ad usare il palmare delle ordinazioni. Alle 16.30, tutta esaltata, sono già lì. Dopo due ore trascorse a capire tutte le specifiche di ogni singola ordinazione, mi offrono una pizza e mi chiedono di rimanere qualche ora per provare. Ero stanca da morire ma non potevo dire di no col rischio di perdere un’occasione del genere! Così sono rimasta a lavorare fino alle 22 (questa volta pagata!). Beh, ne è valsa davvero la pena. Almeno adesso posso finalmente dire di nuovo di avere un lavoro! 😛  Il posto è magnifico, vicino alla spiaggia di Bondi, a due passi da casa, la paga è ottima, più che dall’Arthur, la maggior parte dei ragazzi che ci lavora sono italiani e poi fanno di quei piatti!! Tutto cibo fatto in casa: pasta, pane, ravioli, pizza, gelato, dolci… tutto!
Questo è il sito: http://www.pompeis.com.au/

Finalmente posso tirare un sospiro di sollievo… già vedevo il mio sogno australiano svanire. Sinceramente non avrei neanche i soldi per comprarmi il volo del ritorno quindi non so, penso che rimarrei bloccata qua a fare la barbona. L’alternativa, sennò, sarebbe quella di continuare a fare prove su prove nei ristoranti e sperare che mi offrano almeno il pasto. Ieri, ad esempio, in tutta la giornata mi sono stati offerti: caffè, muffin, sandwich, pizza e gelato. Per la prima volta in tre mesi e mezzo non ho messo mano al portafoglio.

So che avrete capito poco o niente di tutti gli avvenimenti di questi ultimi tre giorni. Fa niente, la cosa che più conta è che ho di nuovo un lavoro, e questo vuol dire che l’avventura continua!  😎

Ah, TANTISSIMI AUGURI di BUON COMPLEANNO a Giulia Piazza!!  😀
Ormai inizia la sessione dei compleanni uno dietro l’altro!
Spero di non dimenticarmi di nessuno 😉