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  • Il mio primo (e credo ultimo) bungee jumping

    Bungee Jumping (spero riusciate a scaricarlo sennò provvederò diversamente).

    Era nella mia lista di “cose da provare almeno una volta nella vita”.
    Anche questa è stata spuntata… non so se ce ne sarà una seconda però  :-P.

    Cmq adesso lo posso dire… oggi in programma c’era lo skydiving.
    Avevamo già prenotato, solo che il tempo non ce l’ha permesso.
    Si vede che non era destino… mettiamola così  ;-).

  • Alla scoperta di Devonport

    Riconfermo quanto affermato ieri.
    Pensavo che nella grande Auckland ci sarebbe stata più vita, e invece…
    Oggi io e Simo abbiamo preso il traghetto per visitare Devonport, un piccolo villaggio marittimo a nord di Auckland. Durante l’estate dev’essere bellissimo. Purtroppo invece oggi la giornata è stata sempre grigia e piovigginosa, quindi non ce lo siamo riusciti a godere come avremmo voluto.

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    Comunque ho capito che visitare Auckland, più che passeggiare per le vie del centro (un paio d’ore sono più che sufficienti), significa prendere ogni giorno un traghetto diverso e andare alla scoperta delle diverse isole che costellano la costa su cui si affaccia la city. Per chi adora la vita frenetica della grande città tutto ciò potrebbe risultare davvero molto noioso. Chi, al contrario, oltre al bitume ama esplorare anche la natura incontaminata che lo circonda, Auckland fa proprio al caso suo.

    Se questa è la situazione in una tra le più grandi metropoli della Nuova Zelanda chissà come sarà nei piccoli centri abitati sparsi nel resto del paese! Beh, entro fine settimana ve lo saprò dire. Domani intanto si parte alla scoperta di Rotorua, la prima delle diverse tappe intermedie che da Auckland ci condurranno sino alla capitale, Wellington. Tra l’altro ho appena scoperto che in passato la capitale della Nuova Zelanda era proprio Auckland, sostituita poi da Wellington nel 1865… vabbò.

    Vediamo cosa ci riserverà questa bella vacanzina. Non oso immaginare quanto sarà dura riprendere a lavorare martedì prossimo. Va beh dai, non pensiamoci che manca ancora una settimana piena.
    Spero di trovare altri alberghi con la connessione in modo da poter aggiornare il sito. Al massimo vedrò di tenere pronti i diversi articoli e di pubblicarli non appena riuscirò a captare una connessione free… ad esempio durante una sosta al mc donald’s (sempre che se ne trovino in aperta campagna).

    Bene bagai, vi auguro tante belle cose!
    Ci sentiamo as soon as possible.

    P.S. Nella sezione foto “Nuova Zelanda” cercherò anche di tenere aggiornate tutte le foto!
    Let’s have a look!

  • Where are all the people?

    Sydney: 4 milioni di abitanti su una superficie di 12mila km².
    Nuova Zelanda: stesso numero di abitanti della sola Sydney, ma distribuiti su una superficie di 250mila km².

    Questo spiega il motivo per cui in giro non c’è nessuno. Come ha affermato il taxista che ci ha scortati dall’aeroporto all’appartamento, “in questo paese ci sono più pecore che persone”. Effettivamente, la Nuova Zelanda è il paese con il maggior numero di pecore merino in rapporto alla popolazione: 4 milioni di persone e oltre 40 milioni di pecore… praticamente 10 pecore per abitante.

    Oltre alla pecora, l’altro animale simbolo della Nuova Zelanda è il kiwi… attenzione, non sto parlando del frutto che tutti noi conosciamo e che a me piace tanto (quello viene chiamato kiwifruit)! Trattasi, bensì, di una sorta di uccello preistorico notturno, senza ali, e con un caratteristico becco che utilizza per cercare cibo in profondità, nella terra.
    Costui…

    Eh si, ogni paese ha i suoi emblemi. L’Italia è pasta e pizza (e mafia, a detta di alcuni), la Francia è vino, profumo, ostriche e formaggi, l’Irlanda è il trifoglio, la Guinness, la Spagna il toro, l’Australia il canguro… d’ora in poi, io, quando penserò alla Nuova Zelanda, penserò al kiwi e alla pecora.

    Ad ogni modo, come dicevo poco fa, questo paese è veramente spopolato. Abbiamo avuto modo di constatarlo in due dei momenti della settimana in cui dovrebbe esserci in giro chiunque, ovvero il sabato sera e la domenica pomeriggio… e invece nulla. Figurarsi oggi che è lunedì!

    Comunque qua la vita sembra ancora più easy dello stile di vita australiano. La gente è abbastanza “paesanotta”. Sembra quasi di essere in un paesino di montagna. Quattro gatti, tutti molto pacati. L’altra sera siamo entrati in un tipico irish pub adatto per una caratteristica serata all’insegna di birra, hamburger e fish & chips, e l’età media diciamo che si aggirava attorno ai 60. Di giovani c’eravamo solo noi e le cameriere. Ci siamo sentiti anche abbastanza fuori luogo. C’ha stupito un po’ questa cosa, in particolare per il fatto che fosse sabato sera! Di compagnie di giovani un po’ brilli in giro a far baccano nemmeno l’ombra. Solo teneri vecchietti tranquillamente seduti al tavolo di un pub che mangiavano serenamente il loro beef burger. È proprio un altro mondo!

    Oggi è lunedì, vediamo com’è la situazione in un qualunque giorno lavorativo neozelandese.

  • Colpo di fulmine!

    È stato amore a prima vista anche per questo paese… già dall’aereo, non appena dall’oblò si è cominciata ad intravedere la costa a strapiombo sul mare, con i barlumi del tramonto che iniziavano a creare quel gioco di luci ed ombre all’orizzonte, mi sono sentita di colpo addosso quell’emozione che provo ogni volta che arrivo in un nuovo paese. Il perché non me lo so spiegare, so solo che ogni santa volta che sono su un aereo, la fase dell’atterraggio mi emoziona tantissimo. Non nascondo che molto spesso è scappata anche la lacrimuccia. Penso sia una specie di sindrome di Stendhal legata al viaggio… o forse sono io che la faccio tanto una questione romantica quando in realtà è solo il sollievo che provo nel pensare “fortuna che anche questa volta l’aereo non è caduto”. Nono, ne sono sicura, è ben di più. Forse solo chi, come me, ama viaggiare e scoprire posti nuovi, può capire di che sensazione sto parlando… vi prego, ditemi che non sono l’unica pazza!

    Cmq dicevo che Cupido ha centrato il bersaglio anche questa volta. Giusto quei cinque minuti per lasciar giù le valigie e fare pipì, e poi di corsa fuori ad esplorare la città. Fortuna che il nostro appartamento si trova esattamente al centro della via in assoluto più centrale di Auckland. Mi sono bastate un paio d’ore in giro per la città per amarla già un po’: le insegne luminose dei fast food, i grattacieli, il porto illuminato… troppo, troppo bello! Domani e dopo li dedicheremo a perlustrarla per benino alla luce del sole così poi vi saprò dire quale sarà l’opinione finale.

    Vado a nanna che sono stanchina!
    A prestissimo!