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  • Ultimo periodo melbourniano

    Buongiorno!
    Oggi mi sono svegliata con un piccola sensazione di senso di colpa per aver lasciato alcune lacune nel raccontare i fatti delle ultime settimane… e dato che ormai la mente non è più così fresca da ricordare nei dettagli ciò che è accaduto, ho deciso di postare qualche foto scattata qua e là in testimonianza degli eventi.


    Queste siamo io, la Made (alla mia sinistra) e la Edith (alla mia destra) durante la festa del 31 Ottobre organizzata non tanto per Halloween, quanto per festeggiare il compleanno di uno dei nostri coinquilini italiani. Purtroppo questa è l’unica foto che ho della serata… accontentatevi 😀 .




    Quest’ultimo è uno dei tanti pancake ipercalorici che ci siamo pappati in occasione del brunch organizzato dalla Made una decina di giorni fa… madonna che buoni!!! Ingredienti principali: immancabile nutella, marmellata, latte condensato, banane, fragole e taaanta panna montata! 😛




    Alcune foto scattate durante la grigliata in spiaggia di qualche giorno fa. Come dice la Made “tutti insieme come una piccola famiglia!”  😎 .


    Credevamo tutti fosse una leggenda e invece… ecco uno dei tanti piccoli pinguini nascosti tra gli scogli che è possibile vedere alla fine del St Kilda Pier al tramonto  😯 .


    E per finire… vi lascio godere uno spettacolare tramonto melbourniano!  😎

  • Non sono morta

    So di essere un po’ sparita negli ultimi giorni. Il fatto è che sono abbastanza sfasata. Il problema è sempre quello: il rientro.
    Come spiegarlo… Diciamo che tutto quello che quotidianamente influenza il mio mood, incide anche sul mio repentino cambio d’idee: torno per Natale, torno quando scade il visto, non torno proprio…
    Oggi, ad esempio, tornerei in Italia di corsa. Il motivo ve lo risparmio. Ieri, al contrario, avrei detto “resto qua per sempre!”. Ma una decisione prima o poi andrà presa. Il volo non si autoprenoterà da solo, così come il visto non si rinnoverà automaticamente scaduto il primo. Come sono lagnosa oggi! Sì lo so. Ma non è un periodo facile questo. E le idee non sono mai chiare quanto dovrebbero per farmi prendere una decisione definitiva. Proprio vero che troppa libertà di scelta fa male.
    Va beh dai, domani o dopo, appena trovo il tempo, vi racconto i fatti degli ultimi giorni…un’anticipazione? Il dolce risveglio a suon di pentole dato ai coinquilini, la grigliata in spiaggia tutti insieme, la vista dei pinguini al porticciolo di St Kilda al tramonto, le fantastiche cene in compagnia della Roberta… Scusate, ma chi me lo fa fare di tornare a mangiar nebbia!!!  😛

  • Terza e ultima giornata sulla GOR

    Ehi, devo finire di raccontarvi com’è andato il resto del viaggio!
    Non vi voglio annoiare quindi cercherò di essere breve e concisa. Praticamente ieri mattina è trascorsa visitando le ultime attrazioni che avevo in programma lungo la Great Ocean Road, ovvero il London Arch (detto anche London Bridge) e Bay of Islands.

    Il primo è un isolotto di terra al centro del quale la forza dell’acqua ha scavato una galleria. Questo arco, un tempo era connesso alla terraferma ma, nel 1990, un improvviso crollo l’ha separato per sempre dal resto continente. Interessante sapere che al momento del crollo due persone si trovavano nella parte di terra che è rimasta in mezzo all’oceano… haha! Penso che questi due miracolati avranno sempre qualcosa di interessante da raccontare per tutto il resto della loro vita. 

    Bay of Islands, come dice l’espressione, è invece un’altra baia in continua trasformazione a causa della forza modellatrice delle onde. Al suo interno, una miriade di isolotti di terra crea uno straordinario paesaggio. Per finire, sempre all’interno di questa baia, mi sono ritrovata quasi per caso nell’esatto punto in cui migliaia e migliaia di anni fa, una lingua di terra congiungeva l’Australia alla Tasmania… spettacolare!

    Dato che a quel punto il trip mi sembrava abbastanza completo, ho deciso di far rientro a Melbourne passando però per l’entroterra. Per spezzare un po’ il viaggio di ritorno (265 km), ho fatto due brevi soste nelle città di Colac e di Geelong. La restante parte della giornata è trascorsa allegramente in compagnia di tanta bella gente. Per cena, sono andata con la Roberta al Zanini restaurant di Elwood dove lavorano alcuni miei coinquilini i quali, approfittando del fatto che avessi la macchina, finito di mangiare, oltre al conto mi hanno piazzato in mano anche una bella lista di birre da andare a comprare per festeggiare insieme il dopolavoro. 

    Bellaaaa! Sono troppo soddisfatta di questi ultimi tre giorni.
    Purtroppo oggi il lavoro chiama… che voglia!

    Qui potete trovare tutte le foto al completo!
    Alla prossima!

  • Secondo giorno sulla GOR

    Ma sono io che c’ho culo o sono davvero tutti così belli gli ostelli?
    Azzeccarne due su due quando è la prima volta che provo l’esperienza ostello non è cosa da poco!
    Io, che all’o-stello ho sempre preferito almeno il du-stelle, ne sto rimanendo piacevolmente sorpresa! Oggi sono capitata in un backpacker appena inaugurato. Inutile dire che è tutto perfetto e pulito… sembra un ospedale! Ci sono le camerate maschili e femminili ma anche le doppie. Bagni rigorosamente in comune tutti lungo il corridoio, tra un gruppo di camere e l’altro.

    Io per ora condivido una stanza da sei con due simpatiche signore sulla cinquantina che hanno proprio la faccia di chi ha viaggiato parecchio (potrei essere io da vecchia), e con due ragazze che, neanche a farlo apposta, erano sedute al tavolo di fianco al mio nella pizzeria dove ho cenato poco fa. Simpatiche. Sono due amiche, una francese e l’altra brasiliana, che vivono a Brisbane.

    Comunque parliamo un po’ di oggi. Oggi, anche se ho percorso meno km rispetto a ieri, è stata una giornata molto più faticosa. Questo perché le cose da vedere erano molte di più e per ognuna di esse bisognava fare un piccolo percorso a piedi prima di raggiungere l’“attrazione”, chiamiamola così.

    In sequenza ho visitato:

    • Cape Otway Lightstation, dove si trova il faro più antico d’Australia. 
    • La Gibson Steps, una scalinata scavata a mano nella scogliera nel corso del XIX secolo dal proprietario terriero locale Hugh Gibson (sostituita di recente con gradini in cemento), che conduce fino a Gibson Beach. 
    • I Twelve Apostles, scogli solitari modellati dalla forza dell’acqua che col passare del tempo ha anche creato delle piccole grotte al loro interno. 
    • Loch and Gorges, un’altra area modellata dall’erosione naturale chiamata così in memoria della Loch Ard, una nave naufragata in questa zona nel 1878, dove solo due dei 54 passeggeri che vi erano a bordo sopravvissero. 

    Da non dimenticare tutti i koalini che ho visto aggrappati ai rami degli alberi a bordo strada! Un paio li ho anche beccati lungo il tragitto mentre guidavo.

    Peccato per il tempo. Oggi ha piovigginato quasi tutto il giorno. Solamente nel tardo pomeriggio è uscito un po’ di sole. Dato che l’ostello non si trova molto lontano da tutte le attrazioni di cui vi ho parlato, ho deciso di far ritorno ai dodici apostoli in tempo per riuscire a vederli al tramonto. Dicevano fosse una cosa eccezionale… e in effetti così è stato! Vi rimando alla sezione foto aggiornata: clicca qua. Vedere per credere!

    Domani il piano è di terminare le ultime tappe in programma lungo la Great Ocean Road e tornare verso Melbourne passando per la città di Colac. Dovrei arrivare in serata. Essendo già vicina a casa mi sembra inutile passare un’altra notte in ostello… però non si sa mai! Deciderò strada facendo!

    A domani!