Oh che noia! Avrei voglia di raccontarvi qualche cagata ma non mi viene in mente niente di comico…
Posso solo dirvi che oggi in ufficio c’è la ragazza che viene qui tutte le settimane a riordinare i conti di Brett, e mi sta altamente sulle palle. Non la posso sopportare! Innanzitutto perché commenta sempre quello che mangio, e poi perché c’ha una voce da paperina che mi fa salire il nervoso ogni volta che apre bocca. Settimana scorsa ha visto che mangiavo uno yogurt subito dopo pranzo e mi fa “ma hai appena finito di mangiare!”. Ma fatti un po’ i cazzi tuoi! Le ho risposto “si lo so, io mangio sempre!” E poi parla lei, che si è mangiata due pizze due pranzi di fila. Io una pizza del Domino’s me la sono fatta durare due giorni. Oggi mi sono riscaldata al microonde i cavolini di Bruxelles bolliti ieri sera che mi piacciono tanto… lo so benissimo che fanno puzza, e allora? Dovevate vedere la faccia che ha fatto quando li ha visti! Sicuramente era la prima volta che li vedeva. Oddio, cos’è quella roba verde nel piatto che emana quell’odore di cibo salutare?!! Chissà più tardi quando mi vedrà preparare anche i sandwich al tonno! Scusate ma questa proprio non la tollero. Meno male che è qui solo uno o due giorni alla settimana… Si dai, cmq si è capito che l’odio è reciproco quindi lasciamo perdere. Looooser!! Questa è la classica leccaculo che prima o poi farà la spia e dirà a Brett che quando è fuori io mi faccio bellamente i cazzi miei qui in ufficio. Ma cosa vuoi? Tu sei pagata per fare i tuoi conticini, io no! Vai, vai a ripassare le tabelline che è meglio… magari conta anche quante calorie aveva la pizza che ti sei ingurgitata! Tra l’altro i due cartoni sono ancora li dove li hai lasciati la scorsa settimana! E la tazzina di Brett è ancora qui che mi fa compagnia sulla scrivania da lunedì scorso… Puzzoni che non siete altro! 👿 (Sto diventando acida coma la Farinati qualche anno fa… ma lo so io da cosa dipende tutto questo acidume!)
Categoria: Un po’ di me…di tutto un po’
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Piccolo sfogo
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Newcastle e tanto relax
Sono le 19.30. Ho finito di cenare già da mezz’ora e ho anche già finito di stirare le quattro cose che ho lavato stamattina. Le altre quattro erano ancora troppo umide. Adesso sono al parchetto che c’è dietro casa a gustarmi l’ultima metà di cupcake al cioccolato che ho comprato per calmare la fame di metà pomeriggio e intanto raccontarvi come sono andati questi ultimi tre giorni prima che faccia buio…
Devo dire che questo è stato un weekend davvero rilassante, nonostante lo sbatti col treno e le valigie da portare avanti e indietro. La mia, in particolare, non riesce mai ad essere leggera. Ci provo ogni volta a metterci dentro solo il necessario ma quello che per me è “necessario” è sempre troppo pesante. Dovrò imparare ad alleggerire anche la zavorra materiale oltre che quella mentale. In questo devo dire che sono diventata abbastanza brava, soprattutto nell’ultimo periodo. Più passa il tempo e più sento che la mia mente sta diventando sempre più leggera e più libera da tutti quegli stupidi pensieri che fino a un paio di mesi fa mi ronzavano intorno giorno e notte. Forse lo stile di vita che hanno qui mi sta contagiando, ma lo lascio fare.
Davanti a me ci sono un ragazzo e una ragazza di colore che fanno finta di menarsi.
Comunque dicevo, il weekend è trascorso all’insegna del relax (Benessere! direbbe qualcuno). Newcastle è la meta perfetta per staccare dalla confusione della grande città e prendere un attimo di respiro… senza fare chissà quali escursioni o lunghe scarpinate per riuscire a vedere qualcosa di turistico. Non che io a Sydney mi senta stressata! Però, come ho detto già più volte, il ritmo della quotidianità si sente forte e chiaro.
Sabato, appena arrivati col treno, abbiamo fatto tappa al Mc Donald’s prima di salire in hotel a lasciare giù le valigie. Fortunatamente il Mc si trovava proprio dell’altra parte della strada. Dopodiché abbiamo passeggiato tutto il pomeriggio per la città e sul lungo mare. Nel frattempo abbiamo dato un’occhiata ai vari menù dei ristoranti per trovarne uno che ispirasse tutti e due per cena. Alla fine la scelta è caduta su una pizzeria con vista sul porto. La pizza non è valsa quanto l’abbiamo pagata, ma il panorama ha compensato. Dopo cena, dato che la città non proponeva nulla di interessante, abbiamo acquistato un film alla pay tv della stanza. Il problema è che a cinque minuti dalla fine non so cosa io abbia premuto fatto sta che si è stoppato e non c’è stato più verso di riprenderlo. Ho chiamato la reception dell’hotel per spiegare il problema ma la risposta è stata che, sorry, avremmo dovuto ripagare (16 dollari). Fuck!
Il film comunque non era un granché, e il sorry è rimasto il motto della gita.
Domenica altra passeggiata fino alle due famose piscine all’aperto che ci sono in riva al mare, naturalmente alimentate dall’acqua dell’oceano. Un caldo pazzesco, tant’è che non abbiamo saputo resistere e, nonostante fossimo sprovvisti di asciugamani e ciabattine, ci siamo tuffati. Il costume però ce l’avevamo! L’acqua era abbastanza fredda, ma fa niente. Non si poteva non provare l’ebbrezza di fare un bagno in riva all’oceano. Dopo esserci asciugati come lucertole al sole siamo andati alla ricerca di un gelataio e la vista di un furgoncino che vendeva gelati e bibite a bordo strada ci ha illuminati. Perché non acquistare anche noi un furgoncino e viaggiare per l’Australia vendendo piadine e gelati?

Siamo stati li un’ora ad osservare la gente che faceva la fila per un gelato. Addirittura si fermavano con la macchina e parcheggiavano! Un vero affare, tant’è che in un momento di calma siamo andati dalla signora a domandare “how did she start her business”. Ci ha spiegato che l’attività era cominciata con suo marito più di trent’anni fa. All’inizio giravano molto, mentre negli ultimi anni erano sempre rimasti nei dintorni di Sydney. Non sono riuscita a capire se il marito fosse poi morto o cosa, ma non ho voluto approfondire… Da quel momento l’unico argomento di discussione tra me e Simo è stato “come e quando far partire la nostra attività”. Certo che l’idea di viaggiare e nel frattempo fermarsi di tanto in tanto a bordo strada a sfornare piadine e vendere gelati è proprio una genialata! Altro che fare i camerieri e i lavapiatti nel tugurio puzzolente di ristorante thai!
A proposito, oggi Simo ha fatto quattro ore di prova in quel ristorante che vi dicevo in centro Sydney. Da quanto mi ha detto non è stato un granché, e il lavoro non sarebbe nemmeno un impegno fisso ma un’attività sporadica. Io, mentre lui era in cucina a barcamenarsi tra piatti da lavare e verdure da affettare, ho continuato il mio weekend relax: sveglia alle 9.30, colazione, bucato, pulizia stanza, lavaggio e stiraggio capelli, seconda colazione e, per finire, shopping nel famoso centro commerciale di Bondi Juntion in cui ero entrata giovedì mentre ero in giro per lavoro. Intorno alle 15, poi, ho raggiunto Simo e insieme ci siamo fatti un giro per le vie ancora inesplorate di Sydney. Non che non mi piaccia questa città, ma ormai posso dire di conoscerla tutta. È quasi ora di scoprirne una nuova… forse Melbourne? Mah, vedremo…

P.S. So che oggi la Francona è a Milano per incontrare Marco F. che abbiamo conosciuto a Londra. Sicuramente gli passerà il mio sito quindi ne approfitto per salutarlo. Ciao Marco!!! Mi spiace non essere venuta in centro con la Fra oggi, ma mi trovo un tantino distante (sicché, non ho potuto presenziare alla rimpatriata) :-P.
Ad un caso ci si sente! Ti mando lo stesso un bacione grandissimo! -
Adesso ve lo posso anche dire…
Dai adesso posso dirvelo… siamo sul treno per Newcastle!!
Finalmente cavolo! Sono tre settimane che tentiamo di andarci ed ogni volta succede qualcosa.
Abbiamo rischiato anche sta volta eh? Infatti partiamo oggi, che è venerdì, e torniamo domani sera. Questo perché Simo domenica ha una prova in un ristorante thai in centro a Sydney, su George St, la via principale della città. Io ne approfitterò per andare a fare un po’ di shopping con Saskia.
Come volano le settimane, raga! Ne mancano solo quattro e poi bisognerà decidere cosa fare dopo. Abbiamo già in mente qualche alternativa però non è stato ancora deciso niente. Di sicuro tra queste opzioni non compare la possibilità di tornare in Italia, questo è certo. Come recitava qualcuno in una sua canzone “devo dare un’altra occhiata al mondo, poi tornerò”. Non sono ancora pronta per fare rientro. E non so quand’è che lo sarò. Adesso proprio no. Qui c’è un mondo da scoprire, è questo è il tempo giusto per farlo.Ma parliamo d’altro. Questa settimana, come già vi avevo accennato, al lavoro ho avuto parecchio da fare. In particolare ho avuto molte brochure da smazzare in giro per Sydney. E, come è naturale che sia, ne ho biecamente approfittato per farmi i miei giri. Ieri, ad esempio, Brett mi ha spedita a Bondi Junction, un quartiere vicino alla casa di Simo che volevo visitare da tanto. Sono arrivata, ho consegnato il pacco di brochure a chi di dovere e poi mi sono presa un’oretta per farmi un giro nel mega centro commerciale che c’è li, il Westfield. Nel raggiungerlo ho anche fatto tappa in un negozio di elettrodomestici per vedere quanto costasse acquistare una bilancia. Ebbene si, sono quasi due mesi che non mi peso, e viste le merdate che spesso mi concedo, avevo paura di aver messo su peso. Questo è quello che è successo nei cinque minuti che sono seguiti: entro nel negozio, raggiungo il reparto bilance, mi spavento per i prezzi e penso “dovrò farne a meno”; subito dopo, scoprendo che le bilance esposte avevano le batterie inserite, mi dico “perché non farla finita e pesarsi qui? Tanto non mi conosce nessuno.”. Beh, ho preso la bilancia digitale che più mi ispirava, l’ho messa giù, ho tolto le scarpe, ho buttato a terra la borsa, sono salita e… sorpresa! Non sono ingrassata per niente! Anzi, tenendo conto del fatto che ero vestita potrei anche dire di aver perso un chiletto… quello messo su con tutte le mangiate fatte a dicembre, tra le varie feste di laurea, Natale, Santo Stefano, Capodanno, la Befana, ecc. Bene! Sono proprio contenta.
Che altro aggiungere. Ah, ieri Brett ad un certo punto ha cominciato a prendermi in giro per il mio accento italiano… bastardo! Poi si è messo ad imitare la parlata di un italiano, Gino, che conosceva lui quand’era piccolo. Questo tizio era un prigioniero di guerra che lavorava alle dipendenze dei nonni di Brett. Una volta rientrato in Italia aveva chiesto ai suoi nonni se potevano aiutarlo a trasferirsi in Australia portandosi dietro tutta la famiglia… terun! 😛Mercoledì, invece, sempre Brett mi ha portata con sé alla Macquarie University, a nord di Sydney, con lo scopo di promuovere l’agenzia e distribuire brochure durante la giornata di presentazione delle diverse facoltà. C’era anche lì il barbecue gratis, però meno buono di quello dell’UTS.
Tra l’altro anche questa settimana mi ha chiesto se domenica potessi andare con lui in gita sulle Blue Mountains a dare una mano. Lo stronzo mi ha presa alla sprovvista proprio mentre stavo per andarmene via alle 17! Mi fa “quand’è che torni da Newcastle?”, e io “Saturday!”, “Allora domenica vieni a darmi un mano col gruppo?”, “Eeehhhmmm (cazzo cazzo cazzo), no ma guarda che non è sicuro che torno proprio sabato! Perché se il mio amico non lo chiamano per fare la prova restiamo un giorno in più! Cmq ti faccio sapere… se rientriamo prima vengo volentieri!” Salva anche questa volta.Altre novità per ora non me ne vengono in mente, ma ce ne saranno sicuramente alla fine di questo weekend!
Stay tuned! -
Nuovi mostri in casa Matthews…
Ben ritrovati cari amici gossippari! Io lo so che non ve ne frega niente di sentir parlare di Sydney e dell’Australia ma vi interessano molto di più questo genere di post.
Ottimo, per vostra gioia stasera spettegoleremo un po’ sull’ultima arrivata nella famiglia Matthews… la giappo!
Bene, sono due sere che ceniamo insieme io e lei da sole… e ne sono uscite di cose! Nonostante le grosse lacune linguistiche ci siamo intese perfettamente. Da dove comincio… dunque, innanzitutto dimenticatevi la leggenda che cinesi/giapponesi non bevono alcol. Questa trinca che è una meraviglia! E per di più ci da dentro di birra!! Il pomeriggio, mentre è in giro per Sydney con le amiche, beve, poi torna a casa e prima di cena dorme. Quando si sveglia si ritrova nella macchina fotografica foto di lei scattate di fianco ai cessi dei bagni pubblici nella classica posa peace & love che hanno tutti i giapponesi nelle foto. Peccato che non si ricordi di averle fatte!!! Oh mamma… questa più che una casa sta diventando un circolo di alcolisti anonimi, tra lei e la Debrah! E vi giuro che le foto le ho viste quindi è vero! Aveva anche l’espressione del tipo “sono brilla e faccio la deficiente”, con le pupille dilatate e lo sguardo un po’ annebbiato. Sabato sera invece mi ha confessato di essere tornata a casa barcollando. Troppo forte! Anche perché se la vedi non le dai 19 anni ma 13… con gli occhiali e l’apparecchio. Sembra Ugly Betty in versione giappo. Comunque c’è da dire che lei è mooolto educata. Quando è in casa non la si sente mai, se ne sta sempre chiusa nella sua stanza. Va beh che se torna ciuca tutti i giorni sarà dentro che dorme in attesa della cena… Poi quando deve usare il bagno chiede sempre se a qualcun altro serve. Stasera, dato che lei si era già lavata e abbiamo finito di cenare tardi, ha detto che sarei potuta andare a farmi la doccia che tanto avrebbe lavato lei i piatti. No davvero, per quello nulla da dire. Però è leeeenta a mangiare! Ci mette una vita a finire un piatto di pasta. E lo ammette anche! Mangia un boccone e per venti minuti intavola un discorso. Ci mette tre ore per fare una frase di senso (in)compiuto. Bisogna interpretare tutto quello che dice. Quando non riesce a dire quello che vuole, poi, si agita tutta e fa come i bambini quando sventolano le manine e si innervosiscono. Altra cosa che mi fa morire dal ridere è che fotografa tutti i piatti che le cuciniamo. Ma questo c’era da aspettarselo, no? Assaggia e poi esclama “Oooh! Delicious!”. E questo succede ogni singolo giorno. Stasera sono rimasta a tavola dalle 19 alle 20.30 per aspettare che finisse la sua ciotolina di spaghetti di soia cucinati dalla Debrah. Continuava a dire “Sorry, I’m slow”, e io “Don’t worry, I have nothing to do”. Intanto io ero già al secondo bis. Sono contenta però che sia diventata mia complice nel dare gli avanzi al cane quando siamo da sole. Oggi, ad esempio, gli abbiamo rifilato tutto il pollo che c’era nel sugo degli spaghetti. Era immangiabile. Stracotto, quindi strasecco, anche stasera. Prima l’anatra, poi il canguro, adesso il pollo… Debrah, rinuncia a cucinare la carne che tanto non ti riesce!Che altro aggiungere… boh.
Non accenno niente per quanto riguarda il weekend perché non mi voglio portare sfiga.
Se tutto va come dico ve ne parlerò domani.Detto questo vado a dormire che è tardi!
Alla prossima, pettegoli!