Categoria: Un po’ di me…di tutto un po’

  • Secondo giorno ad Auckland

    Non è da me, lo so, ma la notte scorsa sono riuscita a dormire per più di dieci ore continuative. Aggiungo vergognosamente che sono stata addirittura svegliata dalla sveglia stamattina alle 10 sennò andavo avanti ancora. Comunque devo ammettere che erano giorni che dormivo male. Penso fosse dovuto all’imminente cambiamento che avrei dovuto affrontare. Adesso che sono finalmente arrivata mi sento già più rilassata. Sarà anche il clima di beatitudine che si respira qua.

    Ma parliamo di oggi…

    Oggi, giornata burocratica. Esco dall’ostello intorno alle 11, dose di caffeina, dopodiché, bus fino in centro. Per cominciare cerco un negozio 2degrees così da attivare la sim che regala l’ostello, poi vado alla ricerca di un internet point per stampare qualche curriculum. La giornata trascorre alla ricerca di un impiego con sosta intermedia al Burger King per pranzo (chicken wrap) e al Mc Donald’s per il dolce, il famoso soft cone che in Australia vendono a 30cents mentre qui, a causa del cambio, costa 70cents (ma direi che è più buono). Cos’altro aggiungere… Beh, pure io sono ancora abbastanza sbalordita da ciò che è accaduto subito dopo… Volete sapere che cosa è successo? È successo che ho praticamente già trovato lavoro presso un ristorante che si affaccia sulla baia lungo il molo del porto di Auckland… una vista spettacolare! Il ristorante si chiama Buffalo bar & grill (http://www.buffalobarandgrill.co.nz/).  E questa volta di italiani nemmeno l’ombra. Sono io l’unica italiana del ristorante. Il menù devo dire che è un po’ particolare. Non per la cucina che offre ma proprio per il menù in senso letterale. I main (le portate principali), infatti, comprendono piatti di pasta, pesce, carne e insalate, tutti mescolati all’interno della lista senza un chiaro ordine logico. A parte questa piccola particolarità devo dire che è davvero un bel posto dove lavorare. Il manager mi ha promesso 5 o 6 shift a settimana. Lo spero! Io nel frattempo continuo a guardarmi intorno. Ammetto che non mi dispiacerebbe trovare un lavoro attinente alla mia laurea… Vedremo cosa ci prospetta il futuro dai. Intanto mi godo questo nuovo capitolo della mia vita. Fingers crossed!

  • Primo giorno ad Auckland

    Eccoci qua!!
    Direi che ormai il sito si è ufficialmente trasferito in Nuova Zelanda!!
    Dovrò (far) cambiare l’immagine di sfondo da chi di competenza…

    Vi racconto un po’ le mie ultime 24 ore in presente storico che fa tanto figo. Ok.

    Atterro ieri intorno alle 12.20 (ora locale) all’aeroporto di Auckland con volo Qantas sul quale mi è stata offerta una ricca colazione a base di latte, yogurt, muesli, pane, burro, succo d’arancia, the e caffè. Recuperati i bagagli e superati i controlli (mi chiedono anche quante volte al giorno vado in bagno), mi metto alla ricerca della navetta che mi accompagnerà nei pressi dell’hotel. Il mio ostello, l’Oaklands Lodge, si trova a Mt Eden, un piccolo sobborgo ai piedi del monte Eden, appunto. È una zona tranquillissima che si sviluppa lungo una via di café, negozi e qualche ristorante. Dista 10 minuti di bus dal centro di Auckland quindi è comodissimo. Appena arrivo in stanza, una camerata di ben otto persone, conosco una ragazza estone che si offre gentilmente di accompagnarmi a fare una passeggiata in zona. Già che ci sono, ne approfitto per aprire un nuovo conto corrente e depositare quei pochi spiccioli che mi restano. Dopodiché, torno in stanza e mi abbiocco fino all’ora di cena. La sera, serata special in ostello il quale, con soli 5 dollari, offre una cena a base di salsicce, mash potato, gravy sauce e pudding all you can eat. È l’occasione per conoscere qualcuno. Finita la cena, faccio un’altra passeggiata con la ragazza estone precedentemente menzionata e un’altra ragazza italiana che c’è in stanza con noi. Lungo la via troviamo un ristorante carino (Circus Circus, mi pare) dove scopriamo che stanno cercando personale. Io e la ragazza italiana lasciamo subito i nostri recapiti. Rientrata in ostello decido di mettermi un po’ a pc ma crollo immediatamente dal sonno. La notte prima non ho praticamente chiuso occhio.
    Si conclude così la mia prima giornata neozelandese.

    A breve arriva il seguito. Stay tuned!!

  • A new beginning

    E anche questo giorno è arrivato. Tra pochissimo la mia avventura in Australia terminerà. Alla fine, a pensarci bene, la vicenda è durata un mese in più rispetto a quanto sarebbe dovuta durare perché, effettivamente, il mio Working Holiday è scaduto il 12 gennaio. Non credo voi abbiate ben capito come si è svolta tutta la questione burocratica ma arrivati questo punto è inutile che ve la stia a spiegare. Sta di fatto che nel giro di qualche ora sarò (si spera senza alcun intoppo aeroportuale) ad Auckland, a 12 ore di fuso con l’Italia. Beh, ormai 10 o 12 non è che cambi poi molto! Anzi, direi che così sarà ancora più semplice calcolare che ore sono da me e da voi.

    Ma la notizia shock è un’altra. Come avrete già appreso da fb, sono riuscita a riavere indietro il bond dalla Alla, così come la cauzione per la chiave di casa. Non è stato semplice. Per riavere i soldi ho infatti dovuto pulirle frigo, bagno, doccia e cesso di casa. Più che darmi indietro il bond, diciamo che sono stata pagata per il lavoro svolto.

    Oddio, non mi sembra ancora vero che sto per partire! Cioè, sì, non vedo l’ora, ma allo stesso tempo non mi sembra di essere in procinto di compiere un cambiamento così radicale. In fin dei conti, sono sempre qui, in questa zona di mondo. Solamente un pochino più in là, dove il nuovo giorno arriva prima.

    Come c’era da aspettarsi, sto sfasando con le valigie.
    È già buono che sono riuscita a liberarmi di un sacco di vestiti che mi porto dietro da un anno e che non ho mai messo. Qualcosa l’ho regalato alla mia coinquilina giapponese, qualcos’altro l’ho buttato via… ma il problema sussiste. Spero che la stanza dell’ostello sia abbastanza grande per le mie due valigie. Dalle foto che ci sono nel sito pare non ci sia nemmeno l’armadio! Aiuto…

    Va beh, un problema alla volta. Adesso pensiamo a come arrivare fino all’aeroporto con due valigie  più il bagaglio a mano senza perdere niente per strada. Una volta là si vedrà.

    Vi saluto! Credo che il prossimo articolo arriverà direttamente da Auckland!
    Un bacione!

  • Happy new year

    Oggi, domenica 10 Febbraio, si celebra il Chinese New Year’s Day, ovvero il capodanno cinese. Tra tutte le festività tradizionali cinesi, questa è naturalmente quella più sentita.
    Se vi interessa sapere qualcosa in più, leggete questa interessantissima chicca presa e copiata dall’affidabilissima enciclopedia virtuale quale è Wikipedia:

    “Essendo quello tradizionale cinese un calendario lunisolare, i mesi iniziano in concomitanza con ogni novilunio; di conseguenza la data d’inizio del primo mese, e dunque del capodanno, può variare di circa 29 giorni, venendo a coincidere con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, evento che può avvenire fra il 21 gennaio e il 19 febbraio del calendario gregoriano. A partire da questa data, le festività durano per quindici giorni, concludendosi con la tradizionale festa delle lanterne.”

    Bene, adesso che ci sentiamo tutti un po’ più colti, passiamo a parlare di un’altra festa che si è celebrata questa settimana a Melbourne, ovvero il St Kilda festival.
    Leggendo qua e là nel web, scopro che si tratta di uno dei più antichi festival celebrati in Australia, addirittura il più grande festival di strada dell’emisfero sud. Ieri ed oggi, naturalmente, i giorni più incasinati. Non perdo altro tempo ad annoiarvi parlandovi di queste “misere” celebrazioni folkloristiche anche perché il post è di ieri ma sono riuscita a completarlo solo ora, in tram, mentre vado a cena fuori  😛 .

    Ci sentiamo domani per l’ultimo saluto dall’Australia!!
    Pauuuraaaaaaa!!!