La vita continua

Questo post avevo cominciato a scriverlo martedì sera in aeroporto, durante l’attesa del volo che mi avrebbe ricondotta ad Auckland.

Tristi gli aeroporti. Soprattutto la sera, quando fuori dalle vetrate è già buio. Soprattutto quando le vacanze sono finite e sai che stai per tornare alla realtà di tutti i giorni. E scopri che la realtà di tutti i giorni non è più così esaltante proprio perché non vi è più presente chi vorresti ne facesse parte. Forse è l’atmosfera malinconica che regna a Christchurch ad avermi contagiata. O forse è proprio così, senza scusanti. Passeggiando per le vie del centro, in particolare durante la settimana, il clima non è dei più allegri. È come se la città fosse pervasa da una foschia di sconforto diffusa. La città è letteralmente piatta. Quello che non è crollato a causa delle scosse è, o è stato demolito dall’uomo. Sì, perché si smantellano gli edifici danneggiati e, in generale, tutto ciò che non è considerato sicuro. Tutto questo si traduce in lavori senza interruzione, cantieri in ogni angolo, strade chiuse e continue deviazioni, polvere ovunque. Girare per la città è diventato difficile anche per i residenti stessi che, senza ormai più punti di riferimento, sono costretti a dotarsi di cartine per non perdersi. Un centro non esiste più, tutto è dislocato nei quartieri circostanti. Ad ogni modo, Auckland non mi sembra più così boring come dicono.

Oggi è giovedì, il solito tran tran quotidiano è già ripreso e, come sempre quando finiscono le vacanze (se vacanze le vuoi chiamare), non mi sembra neanche di essere partita. Tra l’altro questo pomeriggio ho accompagnato in aeroporto un altro amico… un altro con il quale ho trascorso questi ultimi mesi. E l’abitudine a dire addio (o arrivederci) agli amici che incontro viaggiando ho capito che non me la farò mai. D’altronde ogni persona è unica, con ognuna crei un legame particolare e da ognuna puoi imparare qualcosa. Ma come fai a non legarti così tanto alle persone quando sei lontano da casa e incontri qualcuno che condivide con te il tuo stesso stile di vita? Anyway, il lavoro chiama. A presto!

  • Gian Marco

    Uheilà Linda. E’ un po’ che non scrivi. Dai, raccontaci qualcosa.
    Un abbraccio.