Alla mia Nevina…

25032010139Patata, che strano pensare che non ci sei più. È vero che partendo mi son persa l’ultimo anno e mezzo della tua vita, ma essere lontana e sapere che stavi bene mi faceva stare serena. Sicuramente eri in ottime mani. Anzi, quando ho lasciato casa ero certa che la mamma si sarebbe presa cura di te a tempo pieno, non le restava che la sua cagnolina a cui badare. Quasi quattordici anni passati nella nostra famiglia… eri come una sorella. Quanti capricci per averti! E poi, un giorno, siamo venuti a prenderti. Nel recinto, insieme alle altre tue tre sorelle, eri l’unica che abbaiava. È stato il papà a sceglierti, l’unico a cui hai dato retta in tutti questi anni. Ricordo che disse: “Prendiamo quella che abbaia, almeno sappiamo che farà la guardia!”. La guardia non l’hai mai fatta, ma di abbaiare non hai più smesso. Ti ricordi quand’eri piccola quanti scherzi che ti facevamo? E tu non ti sei mai ribellata. Ancora ricordo il pomeriggio passato ad insegnarti a dare la zampina. Era forse il secondo o il terzo giorno che eri con noi. E quanto tempo perso inutilmente cercando di farti capire che quando si andava a fare il giretto non dovevi tirare come una disperata! Ma te avevi sempre voglia di uscire da quel cancello e di zampettare per il vicinato alla ricerca di gatti. Eh si, perché il tuo unico scopo era quello. E la graffiata nell’occhio che ti sei presa quella volta che sei andata ad infilare il muso sotto alla macchina parcheggiata te la ricordi? Mannaggia a te. Quando si usciva, poi, bisognava per forza fare il percorso che volevi te sennò cominciavi a rognare. Non ci si poteva nemmeno fermare a fare due chiacchiere con qualcuno che subito tiravi il guinzaglio. 04072008031-001Testarda che non eri altro. Però quel giorno che sono scivolata sul ghiaccio in mezzo alla strada sei tornata indietro per vedere come stavo! Giretto, assieme a pallina, gatto, panino e biscottino erano le sole parole che ti facevano drizzare le orecchie quando facevi finta di non sentire. Che strano pensare che quando tornerò a casa non sarai più al cancello ad aspettarmi. Quanto vorrei prenderti ancora per il muso e affondare la faccia nel tuo pelo riempiendoti di baci. Ogni volta che per telefono chiedevo alla mamma di darti un bacino da parte mia era quella la mia voglia.
Già il giorno che ti ho salutata partendo per l’Australia pensavo non ti avrei più rivista. Ero triste perché faceva freddo e tu non eri voluta uscire dalla cuccia per farti stringere un’ultima volta. E invece sono riuscita a riabbracciarti ancora lo scorso Natale. Quando sono ripartita, però, sapevo che quella sarebbe stata davvero l’ultima volta che ti avrei vista. Ma, come dicevo, ero tranquilla perché sapevo che c’era la mamma a prendersi cura di te e a non farti mai mancare niente. Sì, perché ricordo bene con quanto amore si preoccupava di cucinare un po’ più di pasta da tenere da parte per te, per condirla solo con l’olio buono e il grana che fa bene alle ossa. Fino all’ultimo ti è stata vicino e si è data da fare per farti stare al meglio. Di sicuro non si è mai fatta vedere triste di fronte alla tua sofferenza, non l’ha mai fatto neanche con me. Ma in fondo è questo l’amore.
07072008065-001Che colpo l’altra notte, quando mi ha chiamata disperata per dirmi che eri peggiorata e che non sapeva cosa fare. La veterinaria avrebbe voluto mettere fine alla tua sofferenza nell’attimo stesso in cui ti hanno portata in studio, ma lei si è rifiutata. Voleva tenerti per sé ancora un po’ e stringerti ancora una volta prima di dirti addio. Nessuno era pronto a farlo così in fretta. Dopo una vita passata a sentirti chiedere scherzando “Neve, facciamo la punturina?” alla fine ci hai fregati tutti. Te ne sei andata tra le sue braccia il giorno seguente, nella tua casa, nemmeno un’ora prima di quella che tutti noi avevamo stabilito dovesse essere la tua ora. Ma meglio così. È stata la natura a decretare che era giunto il momento. Bisogna solo accettare il fatto che tu non sei più qui con noi, ma che nonostante tutto hai avuto una vita davvero dignitosa e piena di amore da parte di tutti coloro che ti hanno conosciuta. Per me resterai sempre la cagnolina più bella del mondo!
Un bacione sul crapino!

  • Gian Marco

    Neve vivrà sempre nel tuo cuore; forse questo allevierà in parte il tuo dispiacere. Per il resto, buon lavoro e buon divertimento. E anche se ci conosciamo pochissimo, penso che questa lunga avventura in Australia e in Nuova Zelanda ti abbia fatto diventare grande, adulta, e che ne farai tesoro quotidianamente. Non sono tipo da complimenti facili, ma credimi, ammiro molto il coraggio, l’umiltà e l’entusiasmo che profondi in questo lungo viaggio. Un abbraccio. Gian Marco

  • Mamma

    Io invece mi ricordo quando volevamo farla arrabbiare che le dicevamo ” spazzoliamo Neve ” viaaa scappava a nascondersi dietro la siepe e non si faveca piu’ prendere, che tenerezza.Quanto mi manchera’.