Ottava tappa: Fraser Island

Stanca morta dopo un’intera giornata passata alla scoperta dell’isola di sabbia più grande del mondo, Fraser Island. 155 dollari spesi più che volentieri visto quello che ha regalato. Pick up direttamente davanti all’appartamento stamattina alle 7.15 e arrivo all’isola, tra bus e traghetto, intorno alle 9.30. Prima tappa, Central Station, che non ha niente a che vedere con una stazione ma trattasi, bensì, del punto da cui partire per una passeggiata di 25 minuti all’interno della foresta pluviale dell’isola.

Un’umidità pazzesca, acqua che cola dovunque… la prima cosa che mi è venuta da chiedere quando la guida ha chiesto se c’erano domande è stata “s’incontrano grossi ragni nella foresta?”. La risposta è stata “no, ma se ne vedi uno urla che corro a salvarti”  😯 .

Seconda tappa, il lago MacKenzie… un paradiso!

Acqua calda e limpidissima. Se avessimo avuto più tempo a disposizione avrei fatto anch’io il bagno ma per soli 20 minuti ho pensato non ne valesse la pena.

Pausa pranzo presso un resort in riva all’oceano con buffet all you can eat proprio come in un tipico villaggio turistico. L’occasione per fare conoscenza con qualche compagno di tour: una coppia canadese, una olandese e due ragazze tedesche. Dopo pranzo una corsa a 80km/h col bus guadando la riva della spiaggia più lunga dell’isola. Durante la traversata, sosta per osservare il famoso relitto della nave Maheno condotta alla deriva da un ciclone nel 1935.

Dopodiché, un altro paio di soste veloci giusto per scattare qualche foto alle dune di sabbia colorata e ad Eli Creek, il più grande corso d’acqua dell’isola alimentato dalla corrente dell’oceano.
Durante la giornata abbiamo avuto anche la fortuna di incrociare per ben due volte il famoso Dingo, il cane selvaggio che abita quest’isola.

Una rarità riuscirne a vedere uno dato che in tutta l’isola ne girano solamente 200 esemplari all’incirca. Non sono molto amichevoli visto che ovunque si trovano direttive sul comportamento da adottare per non attirarli e su come comportarsi nel caso in cui ci si trovi a distanza ravvicinata con uno di loro.

Questo cartello fa ridere perché dopo una serie di norme su cosa fare e non fare, alla fine dice “se attaccati, difendetevi aggressivamente”… per la serie “quando non c’è più nulla da fare, tentate il tutto per tutto”  😉 .

Dai, vi lascio godere la galleria fotografica in santa pace!
(La trovate nella sezione apposita).

Ah, Simo, come vi dicevo, oggi è andato a fare Whale Watching e ha visto tante belle balene!  😛

Per quanto riguarda il nostro programma di viaggio. Domani, tappa a Rockhampton, una delle diverse soste intermedie che ci condurranno ad Airlie Beach e alla successiva Cairns.
Ci aspettano taaaante ore di macchina  :-( .