Esperimento domenicale

Vi racconto dell’esperimento che ho fatto domenica scorsa…
Domenica, approfittando della mattinata libera, ho voluto fare una sorta di “osservazione sociale” (chiamiamola così) alla Carrie Bradshaw di Sex and the city. Oddio, qui di sex c’è ben poco, purtroppo, ma c’è molta, molta city…

Appena sveglia mi son resa conto che in casa non avevo niente per fare una degna colazione. Dato che cinque giorni su sette la faccio al lavoro, in piedi, non tengo più in casa niente che tanto poi va tutto a male. Così, domenica, dopo la solita “restauratina domenicale post-settimana-devasto”, ho pensato bene di uscire a fare quattro passi e concedermene una seria al bar. Tutto ciò con lo scopo di immedesimarmi in una delle tante clienti che ogni mattina vengono al Paddington per farsi servire “one regular strong soy latte with one sugar and two slices of multigrain bread with butter and vegemite”. Viziati! Il 90% dei clienti sono infatti clienti abituali… la maggior parte di loro viene tutti i giorni e ordina sempre la stessa cosa, tant’è che è sufficiente mi passino il docket con scritto solamente il nome della persona perché io già sappia cosa preparargli. Comunque dicevo… domenica mattina ho voluto provare a passare dall’altra parte della barricata per immergermi nel loro mondo e “giocare” a fare io la cliente viziata. Uscita di casa ho fatto un giro tra i tanti bar che affollano Bondi Beach alla ricerca della caffetteria che più si avvicinasse allo stile del Paddington, sia come struttura che come sistema. Trovata, mi sono messa in coda e ho ordinato “one double espresso to have here and one almond croissant… toasted, please!”. Totale speso: 7,50 dollari che tradotti in euro fanno circa 6,20 euro, neanche tanto per i prezzi che hanno qui. Giudizio finale: nel complesso il servizio è stato efficiente tanto quanto il nostro e anche il sistema molo simile. La sola differenza, e qui ci battono, è che al momento dell’ordinazione mi hanno dato un numerino su un piedistallo da esporre sul tavolo in modo che il cameriere che mi avrebbe servita non sarebbe impazzito a cercarmi… cosa che fa andare in bestia me tutti i giorni quando giro tra i tavoli chiamando invano il nome della persona che ha ordinato (da noi si usa lasciare il nome al momento dell’ordinazione). Devo dire che è stato bello per una volta provare a vivere un momento dello stile di vita di persone che appartengono ad un mondo molto lontano dal mio… ma ho capito quel tipo di vita non fa proprio per me. Farsi servire la colazione seduti al tavolo di un bar o concedersi una bella cenetta al ristorante ogni tanto è bello… ma farla diventare una cosa abituale secondo me fa perdere l’entusiasmo. E non lo dico solo per una questione di soldi. Con tutti i soldi che io e Simo spendiamo per le cene che ci cuciniamo a casa, notiamo infatti che ci converrebbe piuttosto cenare tutti i giorni al ristorante 😉 . Ma fa niente… in qualche modo bisogna pur spendere no?

Volete sapere com’è andata a finire la giornata di domenica?
È finita che avevo appena finito di pranzare svaccata sul divano guardando I love shopping quando improvvisamente è squillato il telefono. Tanto per cambiare era Max… “please come as soon as possible… we are sooo busyyyy!”. E così mi è toccato stoppare il film, piantar lì pentole e piatti sporchi, lavarmi di corsa i denti, vestirmi e correre a salvare il Papà Giovanni dall’invasione dei turisti affamati :-( . Meno male che dovevo avere la giornata libera! Va beh, come si usa dire qui: “money money money!”  😎

Non vedo l’ora di andare in vacanza!!!

  • Marco

    la prossima volta spegni il cellulare!

    • http://www.facebook.com/pallino86 Stefano Palattella

      mi sa che “spegni il cellulare” non è compatibile con “money money money” !!

      • http://stepinsidethesun.it/ Linda

        Wise man :-)